Statuto

ALBO AUTOREGOLAMENTATO DEGLI SPECIALISTI
IN FINANZA D’AZIENDA E CONTROLLO DI GESTIONE STATUTO

MILANO, 24 MARZO 2006


TITOLO I

Costituzione, scopi e norme fondamentali dell’Albo autoregolamentato degli specialisti in finanza d’azienda e Controllo di gestione (ASFIM)

Articolo 1

Della costituzione e delle norme fondamentali dell’Albo

1. È costituita l’associazione denominata Albo autoregolamentato degli Specialisti in Finanza d’azienda e Controllo di Gestione (d’ora in poi definita “Albo” o “ASFIM”). L’ASFIM ha sede legale in Milano.

2. L’attività dell’Albo è regolata dalle norme di legge, da quelle del presente statuto (d’ora in poi definito “Statuto”), nonché dalle deliberazioni degli Organi dell’Albo (come successivamente definiti).

3. L’ASFIM non ha scopo di lucro e non svolgerà alcuna attività d’impresa; né direttamente né indirettamente, attraverso l’acquisizione di partecipazioni. Tutti i proventi sono destinati all’attività associativa. In caso di scioglimento dell’Albo, il suo patrimonio verrà devoluto ad altra associazione similare o, in mancanza, allo Stato con specifica destinazione.

4. La durata dell’Albo è illimitata.

5. L’anno di attività e di bilancio dell’Albo ha inizio il primo gennaio di ogni anno.

6. Le norme particolari inerenti alla convocazione ed al funzionamento degli Organi dell’Albo e ad ogni altro aspetto dell’attività associativa di interesse generale, aventi il fine di fornire una regolamentazione aggiuntiva e/o attuativa di quanto previsto nel presente Statuto ed adottate con deliberazione degli Organi dell’Albo, saranno prontamente portate a conoscenza degli Associati (come successivamentedefiniti)

7. Il diritto alla costituzione di una Delegazione Territoriale sorge se almeno 250 Associati si dichiarino disposti ad aderire alla costituenda Delegazione Territoriale.

8. Le Delegazioni Territoriali avranno una autonomia di gestione con le modalità ed entro i vincoli che verranno definiti nel momento in cui la prima Delegazione prenderà forma.

Articolo 2

Degli scopi dell’Albo

1. L’Albo si prefigge lo scopo:

a) di tutelare l’utenza dei servizi offerti da chiunque operi con qualsiasi qualifica come specialista in finanza aziendale e controllo di gestione (d’ora in poi definito “Specialista in Finanza Aziendale e Controllo di Gestione “) riunendo in forma associativa le persone fisiche che operino con sicura e indubitabile professionalità nel campo della finanza d’azienda e del controllo di gestione;

b) di autoregolamentare l’esercizio della professione di Specialista in Finanza e Controllo di gestione, mediante l’ammissione all’Albo di persone che presentino comprobate competenze nel ramo ed esperienze professionali di alto livello;

c) curare la formazione e l’aggiornamento professionale degli Associati, permettendo loro di migliorare le proprie conoscenze in materia di finanza d’azienda e controllo di gestione;

d) coadiuvare le autorità legislative od amministrative, anche mediante attività propositiva, nella formazione di norme destinate a regolamentare le materie in cui operano gli Associati;

e) collaborare e stipulare accordi con altre associazioni similari sia italiane che estere;

f) promuovere convegni, conferenze, seminari ed altre analoghe iniziative nel campo della ricerca scientifica relativa alla finanza d’azienda e controllo di gestione od alla economia in generale ed agli aspetti giuridici attinenti a tali argomenti. Promuovere la formazione di gruppi di studio e la pubblicazione di opere sulle stesse materie.

Articolo 3

Dei proventi dell’Albo

1. I proventi dell’Albo sono rappresentati dalle quote associative ordinarie o straordinarie, da contributi per esami od altre attività, da versarsi all’amministrazione centrale dell’Albo, nonché da eventuali donazioni, lasciti testamentari o contributi di enti statali o privati, sempre che l’accettazione di questi proventi non contrasti con gli scopi dell’Albo né sia di ostacolo all’indipendenza o all’autonomia con cui è gestito.

2. Con propria deliberazione il Consiglio Direttivo provvede a stabilire:

a) l’importo delle quote, relative all’anno civile;

b) le modalità ed i termini della loro riscossione;


 TITOLO II

Degli Associati


Articolo 4

Delle categorie di Associati

1. Gli associati (d’ora in poi definiti “Associati” e, relativamente ad ogni singolo iscritto, “Associato”), il cui numero è illimitato, si distinguono in associati ordinari (d’ora in poi definiti “Associati Ordinari”e, relativamente ad ogni singolo iscritto, “Associato Ordinario”) ed associati tirocinanti (d’ora in poi definiti “Associati Tirocinanti” e, relativamente ad ogni singolo iscritto, “Associato Tirocinante”).

2. Sono Associati Ordinari coloro che, in possesso dei requisiti di cui agli Articoli 5 e 6 dello Statuto, abbiano superato l’esame di ammissione di cui all’Articolo 6, 3° comma. L’ammissione avviene con deliberazione del Consiglio Direttivo che provvederà sulla base delle risultanze dello stesso esame e della documentazione attestante il possesso dei requisiti di onorabilità, di cui all’Articolo 5, e professionali, di cui all’Articolo 6, 1° e 2° comma. Il Consiglio Direttivo Nazionale ha facoltà di delegare l’adozione delle deliberazioni di cui al precedente periodo alla commissione di cui al successivo Articolo 6, 4° comma.

3. Sono Associati Tirocinanti coloro che intendono partecipare all’attività dell’associazione con l’obiettivo di diventare Associato Ordinario. L’ammissione degli Associati Tirocinanti avviene su deliberazione del Consiglio Direttivo, che esperirà la verifica dei requisiti di cui agli Articoli 5 e 6, 5° comma, ed ammetterà solamente coloro che diano garanzie di poter divenire successivamente Associato Ordinario. Gli Associati Tirocinanti hanno diritto di intervento, ma non di voto in occasione dell’Assemblea.

4. Tutti i nominativi dei nuovi Associati saranno resi noti attraverso la pubblicazione degli stessi e di un brevissimo profilo personale sul notiziario od altro mezzo di comunicazione dell’Albo.

Articolo 5

Requisiti morali di ammissione all’Albo

1. L’ammissione all’Albo e la permanenza nello stesso, in qualsiasi categoria, è subordinata ai seguenti requisiti di onorabilità:

a) non avere mai riportato condanne, anche non definitive, ovvero sanzioni sostitutive per delitti contro il patrimonio, per delitti contro la fede pubblica o contro l’economia pubblica ovvero per delitti non colposi per i quali la legge commini la pena della reclusione non inferiore nel massimo a cinque anni;

b) non versare in alcuna delle cause di ineleggibilità e di decadenza di cui all’Articolo 2382 c.c.;

c) non avere in corso procedimenti penali per alcuno dei delitti di cui alla precedente lettera a);

d) avere sempre tenuto, sia nella propria vita privata che pubblica e professionale, condotta specchiata e decorosa.

Articolo 6

Dei requisiti professionali degli Associati Onorari

1. L’offerta di ammissione all’Albo in qualità di Associato Onorario è subordinata all’avere compiuto per lungo tempo attività di rilevante considerazione scientifica e/o professionale, in materie attinenti la finanza d’azienda e/o i mercati finanziari, ed all’avere raggiunto, nel corso di tale attività, un grado di autorevolezza o fama o prestigio notevole ed indiscusso.

Articolo 7

Dei requisiti professionali e criteri di ammissibilità degli Associati Ordinari e degli Associati Tirocinanti

1. Costituiscono requisiti professionali per essere ammesso, a richiesta dell’interessato, a sostenere l’esame di ammissione all’Albo in qualità di Associato Ordinario:

a) la laurea in discipline economico-finanziarie ovvero, in alternativa, una cultura equipollente;

b) un’esperienza di almeno sei anni in attività connesse alla finanza aziendale ovvero al controllo di gestione.

2. Il Consiglio Direttivo Nazionale è competente a stabilire con apposita deliberazione ulteriori requisiti di professionalità. La richiesta di ammissione all’Albo dovrà essere indirizzata per iscritto al Presidente del Consiglio Direttivo, allegando un curriculum vitae.

3. Oltre al possesso dei requisiti, il richiedente l’ammissione dovrà sostenere un esame, secondo le modalità stabilite dal Consiglio Direttivo Nazionale;

4. All’esame dei richiedenti l’ammissione all’Albo in qualità di Associato Ordinario procederà il Comitato di Ammissione.

5. Costituiscono requisiti professionali per essere ammesso, a richiesta dell’interessato, ad aderire all’Albo in qualità di Associato Tirocinante:

a) la laurea in discipline economico-finanziarie, in alternativa una cultura equipollente.

6. La richiesta di ammissione all’Albo in qualità di Associato Tirocinante dovrà essere indirizzata per iscritto al Presidente del Consiglio Direttivo, allegando un curriculum vitae.

7. E’ data facoltà, per chi sia stato ammesso a far parte dell’Associazione in qualità di socio Tirocinante, di divenire socio Ordinario una volta maturata l’esperienza minima richiesta per questa categoria di Associato, previo superamento di un esame secondo le modalità stabilite dal Consiglio Direttivo Nazionale.

Articolo 8

Dei doveri e diritti degli Associati

1. Tutti gli Associati sono tenuti a conformarsi allo Statuto ed alle deliberazioni degli Organi dell’Albo.

2. Tutti gli Associati sono tenuti a comportarsi nello svolgimento della loro vita professionale con la massima perizia, correttezza ed onestà nei confronti del cliente o dell’affidante il lavoro, ad osservare scrupolosamente tutti i dettami della più ortodossa deontologia professionale e a tenere condotta corretta ed irreprensibile.

3. È fatto obbligo agli Associati di qualsiasi categoria di comunicare tempestivamente al Comitato di ammissione la perdita di alcuno dei requisiti necessari per l’ammissione all’Albo.

4. È dovere di tutti gli Associati:

a) tenere un comportamento corretto e decoroso nei confronti degli altri associati;

b) partecipare con assiduità all’attività associativa e fornire il proprio contributo culturale;

c) versare periodicamente nelle casse dell’Albo la quota d’iscrizione relativa ad ogni anno di esercizio, nell’importo ed entro il termine determinato dal Consiglio Direttivo Nazionale, ad esclusione della categoria degli Associati Onorari, per cui non è previsto il versamento di alcuna quota.

Articolo 9

Della perdita della qualità di Associato

1. Si decade dalla figura dell’Associato per cause di morte, di dimissioni o espulsione a seguito della perdita dei requisiti indicati all’Articolo 5 o violazione dei doveri indicati all’Articolo 7.

Articolo 10

Dei provvedimenti disciplinari e cautelari

1. I provvedimenti disciplinari per l’espulsione dell’Associato dall’Albo e/o la sospensione disciplinare vengono decisi dal Collegio dei Probiviri.

2. È motivo di espulsione dall’Albo l’avere violato qualcuno dei doveri stabiliti dall’Articolo 7 o l’avere presentato all’atto della richiesta di esame per essere ammesso quale Associato ordinario o Tirocinante, documenti o dichiarazioni falsi e non tenere un comportamento di correttezza e decoro nei confronti degli altri associati.

3. Il Collegio dei Probiviri può, in alternativa all’espulsione, comminare una sospensione disciplinare dall’Albo. Tale provvedimento ha una durata massima di un anno.


 TITOLO III

Degli organi dell’Albo


Articolo 11

Elenco degli organi dell’Albo

1. Sono organi dell’Albo (d’ora in poi definiti “Organi dell’Albo”):

a) l’assemblea degli Associati (d’ora in poi definita “Assemblea”);

b) la giunta degli Associati Onorari (d’ora in poi definita “Giunta” o “Giunta degli Associati Onorari”)

c) il consiglio direttivo nazionale (d’ora in poi definito “Consiglio Direttivo Nazionale” o “Consiglio”);

d) il segretario nazionale (d’ora in poi definito “Segretario Nazionale” o “Segretario”);

e) il presidente onorario (d’ora in poi definito “Presidente Onorario”);

f) il comitato di ammissione (d’ora in poi definito “Comitato di Ammissione”);

g) il collegio dei probiviri (d’ora in poi definito “Collegio dei Probiviri”);

h) il comitato dei revisori dei conti (d’ora in poi definito “Comitato dei Revisori dei Conti”)

Articolo 12

Dell’Assemblea

1. L’Assemblea è composta da tutti gli Associati Ordinari in regola con il pagamento delle quote, nonché iscritti al libro degli Associati da almeno 10 giorni alla data dell’Assemblea.

2. La convocazione dell’Assemblea è effettuata dal Segretario Nazionale, dal Presidente o da almeno due membri del Consiglio con avviso scritto da inviarsi con mezzi postali e/o elettronici a tutti gli Associati, entro il trentesimo giorno precedente la data di convocazione.

3. L’Assemblea si costituisce in sede ordinaria e straordinaria qualunque sia il numero dei presenti. Per l’approvazione delle deliberazioni è richiesta la maggioranza dei:

a) presenti aventi diritto al voto, in sede ordinaria. A tale fine gli astenuti vengono considerati come assenti;

b) presenti aventi diritto al voto in sede straordinaria. Per la validità della stessa occorre la presenza in sede assembleare del 51% (cinquantunopercento) del totale degli Associati Ordinari.

4. L’Assemblea si riunisce in unica convocazione con i seguenti scopi:

a) in sede ordinaria:

i) elegge i membri del Consiglio Direttivo e i componenti del Comitato dei Revisori dei Conti;

ii) delibera in merito alla proposta di approvazione del bilancio;

iii) delibera su ogni aspetto dell’attività associativa rientrante nell’ambito dell’ordinaria amministrazione;

b) in sede straordinaria delibera su:

i) le proposte di modifica dello Statuto;

ii) le proposte di scioglimento dell’Albo;

iii) ogni aspetto dell’attività associativa rientrante nell’ambito della straordinaria amministrazione.

5. L’Assemblea si riunisce almeno una volta l’anno, entro il mese di giugno, per stabilire il programma di attività dell’anno in corso ed approvare il bilancio consuntivo al 31 dicembre dell’anno precedente accompagnato dalle relazioni del Presidente del Consiglio Direttivo, del Segretario Nazionale e del Comitato dei Revisori.

6. La convocazione dell’Assemblea, sia in sede ordinaria sia in sede straordinaria, può avvenire di iniziativa del Segretario Nazionale, oppure essere a lui richiesta per iscritto da un quinto degli associati, dal Presidente o da almeno due membri del Consiglio Direttivo o dal Comitato dei Revisori dei Conti.

7. L’assemblea è presieduta dal Presidente del Consiglio Direttivo, dal Segretario Nazionale o da un Associato designato dal Consiglio. A questi spetta: nominare il segretario, constatare il diritto di voto e stabilire le modalità di votazione.

8. Ogni Associato può essere presente in Assemblea, sia di persona che per delega. Il numero massimo delle deleghe è di numero 10.

Articolo 13

Del Consiglio Direttivo Nazionale

1. Il Consiglio Direttivo Nazionale è composto da sette membri ed è nominato dall’Assemblea tra i suoi Associati Ordinari e dura in carica un biennio.

2. Il Consiglio Direttivo Nazionale cura la gestione corrente dell’Albo e delibera su:

a) quanto di sua competenza per Statuto;

b) quanto ad esso delegato dall’Assemblea;

c) le proposte di bilancio preventivo e consuntivo, determinando in tale ambito su quanto previsto dal precedente Articolo 3, 2° comma;

d) sul programma di attività da proporre all’Assemblea, che dovrà essere coordinato con quanto di competenza della Giunta degli Associati Onorari, ai sensi dell’Articolo 14, 6° comma; nonché su

e) quant’altro non espressamente attribuito ad altro organo dell’Albo.

3. Il Consiglio Direttivo Nazionale valuta le candidature degli Associati Onorari su proposta del Presidente. Il Consiglio Direttivo Nazionale, successivamente alla proposta di candidatura, esperisce la verifica dei requisiti di onorabilità, di cui al precedente Articolo 5, previa acquisizione dell’idonea documentazione e delibera sull’accettazione della candidatura.

4. Il Consiglio Direttivo nomina al suo interno il Presidente, la cui carica non prevede la rieleggibilità; sarà il Segretario Nazionale a fare le sue veci qualora il Presidente risulti dimissionario o impossibilitato a svolgere i suoi compiti. Per l’elezione del nuovo Presidente si provvederà in occasione della prima Assemblea utile.

5. Su tutte le materie di sua competenza il Consiglio Direttivo delibera a maggioranza dei votanti. In caso di parità di voti è conteggiato due volte il voto del Presidente.

6. La convocazione del Consiglio Direttivo è effettuata dal Presidente, o da due Consiglieri, con avviso scritto o telegramma, da far pervenire ai Consiglieri almeno sette giorni prima della data di riunione, con indicazione degli argomenti all’ordine del giorno. In caso di estrema urgenza via fax o email con riscontro da parte del destinatario.

La riunione del Consiglio si ritiene valida anche senza formale convocazione qualora ad essa partecipi la totalità dei Consiglieri in carica.

7. Il Presidente convoca il Consiglio Direttivo di propria iniziativa o su richiesta scritta, contenente gli argomenti che si intendono porre all’ordine del giorno, di due Consiglieri. In tali ultimi casi la data di riunione deve avvenire nei trenta giorni successivi alla data di ricezione della richiesta.

8. Il Consiglio Direttivo definisce le materie, il calendario nonché tutte le modalità dell’esame previsto dall’Articolo 7 dello Statuto e provvede altresì a nominare il Comitato di Ammissione ai sensi dell’Articolo 6 comma 4 dello Statuto.

9. Il Consiglio Direttivo Nazionale è presieduto dal Presidente e nomina il Segretario Nazionale tra i suoi membri, con il voto favorevole di almeno tre Consiglieri (nel calcolo dei voti non viene conteggiato il voto del candidato per la propria candidatura) su proposta del Presidente.

10. Il Consiglio Direttivo Nazionale nomina altresì il Collegio dei Probiviri.

Articolo 14

Del Segretario Nazionale

1. Il Segretario Nazionale è nominato dal Consiglio Direttivo tra i suoi membri e dura in carica per il tempo in cui mantiene la qualifica di membro del Consiglio Direttivo. Per la nomina a Segretario è richiesto il possesso dei requisiti di cui all’Articolo 5.

2. Il Segretario ha la legale rappresentanza, in ogni sede, dell’Albo ed adempie agli altri doveri a lui affidati dallo Statuto e dal Consiglio Direttivo. Il Segretario ha facoltà di delegare i propri poteri di rappresentanza ad Associati e/o dipendenti e/o collaboratori dell’Albo.

3. Il Segretario gestisce la tesoreria dell’Associazione e dà esecuzione alle deliberazioni assunte dai competenti organi dell’Albo.

4. In caso di inerzia del Segretario nell’adempimento dei suoi doveri, di sua sottoposizione ad un provvedimento disciplinare o cautelare, o di semplice preavviso di giorni quindici, è facoltà del Consiglio procedere alla sua revoca, nominando contestualmente un nuovo Segretario.

Articolo 15

Del Presidente Onorario

1. È facoltà dell’Assemblea, su proposta del Consiglio Direttivo Nazionale, conferire la carica di presidente onorario dell’Albo (d’ora in poi definito “Presidente Onorario”) a persone, anche esterne all’Albo, che si siano eccezionalmente distinte per la propria attività scientifica e/o professionale, in materie attinenti la finanza d’azienda e/o controllo di gestione, e per l’avere raggiunto, nel corso di tale attività, un elevatissimo grado di autorevolezza, fama e prestigio.

2. Spetta al Presidente Onorario sottoporre le candidature degli Associati Onorari al Consiglio Direttivo.

3. E’ prerogativa del Presidente convocare e presiedere le riunioni della Giunta degli Associati Onorari.

Articolo 16

Del Comitato di Ammissione

1. Il Comitato di Ammissione è nominato dal Consiglio Direttivo Nazionale, ed è composto da tre membri.

2. Il Comitato di Ammissione è composto da tre membri, e viene presieduta da un membro del Consiglio Direttivo e composta da altri due Associati Ordinari estranei al Consiglio Direttivo Nazionale, e dura in carica due anni.

3. Il Comitato delibera sull’ammissione dei candidati, valutando i requisiti professionali e di onorabilità dei richiedenti, assegnando altresì la qualifica di Associato Ordinario o Tirocinante a proprio insindacabile giudizio.

Articolo 17

Della Giunta degli Associati Onorari

1. La Giunta degli Associati Onorari è composta da tutti gli Associati Onorari, viene presieduta dal Presidente Onorario e delibera su quanto attribuitole dallo Statuto.

2. La Giunta è composta da un numero massimo di associati onorari pari a dodici, e la carica di associato onorario è annuale, rinnovabile senza limitazioni di tempo.

3. La convocazione della Giunta è effettuata:

a) in modo prefissato mediante calendario di incontri a cadenza trimestrale fissato dalla Giunta stessa nella prima riunione dell’anno per l’anno stesso;

b) a discrezione, per quanto non previsto dal punto a, del Presidente Onorario, ogni volta che lo ritenga necessario, mediante avviso scritto, email o telegramma, da far pervenire agli Associati Onorari almeno sette giorni prima della data di riunione, con indicazione degli argomenti all’ordine del giorno. Il Presidente Onorario convoca la Giunta di propria iniziativa o su richiesta scritta, contenente gli argomenti che si intendono porre all’ordine del giorno, di tre Associati Onorari;

c) in caso di inerzia del Presidente, da un numero di Associati Onorari che rappresenti almeno un decimo dei componenti la Giunta, con avviso scritto, email o telegramma da far pervenire agli Associati Onorari almeno sette giorni prima della data di riunione, con indicazione degli argomenti dell’ordine del giorno.

4. Si ritengono valide le riunioni della Giunta e le deliberazioni adottate, qualunque sia il numero dei presenti.

5. La Giunta degli Associati Onorari delibera a maggioranza dei votanti. In caso di parità, si considera doppio il voto del Presidente Onorario.

6. Il Presidente del Consiglio Direttivo Nazionale presenzia alle riunioni della Giunta allo scopo di redigere verbale della stessa, senza potere di intervento o di voto nel caso non sia al contempo Associato Onorario.

7. Compito principale della Giunta è quello di organizzare e coordinare tutta l’attività scientifica dell’Associazione, proporre temi di studio, attraverso riunioni periodiche durante l’anno.

Articolo 18

Del Collegio dei Probiviri e dei procedimenti relativi alla comminazione dei provvedimenti disciplinari o cautelari

1. Il Collegio dei Probiviri è composto da tre membri, e viene presieduta da un membro del Consiglio Direttivo e composta da altri due Associati Ordinari estranei al Consiglio Direttivo Nazionale, e dura in carica due anni.

2. È dovere del Presidente convocare la prima riunione del Collegio dei Probiviri, immediatamente successiva all’Assemblea che ha nominato i suoi nuovo componenti, entro il termine di un mese dal giorno della nomina.

3. È rimessa al Collegio dei Probiviri la deliberazione sui provvedimenti disciplinari e cautelari da comminare agli Associati. Il Collegio dei Probiviri sarà altresí chiamato a dirimere le controversie in caso di contestazione per i criteri di ammissione degli Associati, che potranno sorgere all’interno dell’Associazione su qualunque nominativo.

4. Il Collegio dei Probiviri deve iniziare il procedimento relativo alla comminazione dei provvedimenti disciplinari e cautelari su istanza scritta, motivata e debitamente firmata di almeno cinque Associati Ordinari. L’istanza deve essere indirizzata al presidente del Collegio dei Probiviri.

5. In ogni caso deve essere prontamente informato, per iscritto e su tutti gli addebiti mossigli, l’Associato al cui carico è iniziato il procedimento, il quale ha la facoltà di presentare le proprie ragioni nel corso dei procedimento, sia oralmente che per iscritto. Analoga facoltà è concessa a chi ha promosso il procedimento.

6. L’Associato a cui venga comminato un provvedimento ha facoltà di presentare ricorso avverso tale provvedimento al Consiglio Direttivo Nazionale. Questo ha il potere di confermare od annullare ogni provvedimento del Collegio dei Probiviri. In caso di presentazione di istanza al Consiglio, il Consiglio ha facoltà di sospendere temporaneamente l’efficacia del provvedimento del Collegio dei Probiviri.

7. Nel procedimento di fronte al Consiglio valgono tutte le norme relative al procedimento innanzi al Collegio dei Probiviri.

8. In ogni caso si intende annullato il provvedimento disciplinare o cautelare se, entro un anno dal giorno della sua impugnazione, il Consiglio Direttivo Nazionale non ha provveduto a confermarlo.

9. Il provvedimento di sospensione cautelare comporta automaticamente la sospensione dell’Associato dall’esercizio delle cariche associative in ogni organo dell’Albo.

10. Restano in ogni caso salvi gli atti compiuti da un organo dell’Albo nel periodo in cui un Associato, facente parte dello stesso organo, sia stato sospeso in via cautelare dal Collegio dei Probiviri, nel caso in cui la sospensione venga successivamente:

a) annullata dal Consiglio a norma del comma 6 del presente articolo;

b) annullata per effetto del comma 8 del presente articolo.

c) revocata dal Collegio dei Probiviri a norma del comma 11 del presente articolo;

1l. È facoltà dei Collegio dei Probiviri revocare la sospensione cautelare, nel caso siano venuti a cessare le motivazioni che hanno portato alla sua comminazione.

12. La sospensione disciplinare e l’espulsione, qualora la loro efficacia non venga sospesa dal Presidente del Consiglio Direttivo a norma dei comma 6 del presente articolo, comportano la contestuale sospensione o decadenza da ogni carica od attività in seno a tutti gli organi dell’Albo, ivi compresa l’Assemblea.

13. Restano in ogni caso salvi gli atti compiuti da un organo dell’Albo nel periodo in cui un Associato, facente parte dello stesso organo, sia stato espulso o sospeso in via disciplinare dal Collegio dei Probiviri, nel caso in cui l’espulsione o la sospensione venga successivamente:

a) annullata dal Consiglio a norma del comma 6 del presente articolo;

b) annullata per effetto del comma 8 del presente articolo.

c) revocata dal Collegio dei Probiviri a norma del comma 11 dei presente articolo.

14. L’annullamento dell’espulsione e della sospensione disciplinare comportano automaticamente:

a) il reintegro dell’Associato in tutte le cariche negli organi dell’Albo, per il periodo residuo di permanenza nelle stesse alla data del reintegro stesso;

b) la decadenza di sostituti eventualmente nominati in luogo dell’Associato, colpito da provvedimento di espulsione o sospensione disciplinare.

15. Nessun componente del Collegio dei Probiviri può partecipare alla discussione e decisione di un provvedimento disciplinare o cautelare, nel caso questo venga promosso nei suoi confronti o vi sia fondato motivo che egli non possa partecipare a tutte le fasi della procedura con la necessaria serenità ed equanimità. La stessa norma si applica alle procedure per l’impugnazione di provvedimenti di cui al comma 6 dei presente articolo.

16. Qualora per effetto del comma precedente venga a mancare il numero legale del Collegio dei Probiviri, il Consiglio Direttivo Nazionale procede al sorteggio fra tutti gli Associati Ordinari di componenti temporanei per il relativo procedimento.

17. Sono prorogati tutti i poteri dei componenti il Collegio dei Probiviri nel periodo intercorrente fra la data della loro scadenza dalla carica e la data della riunione del Consiglio competente a deliberare la nomina dei nuovi componenti.

Articolo 19

Del Comitato dei Revisori dei Conti

1. Il Comitato dei Revisori dei Conti è composto da tre membri che siano estranei al Consiglio Direttivo Nazionale, dura in carica un anno e nomina al suo interno il proprio presidente nella prima riunione, convocata dal Presidente secondo quanto indicato al comma 7.

2. Il Comitato dei Revisori dei Conti ha il compito di esaminare periodicamente, o comunque in ogni momento possa allo stesso apparire opportuno, la contabilità dell’Associazione.

3. I componenti del Comitato dei Revisori dei Conti hanno facoltà, in forma individuale, di presenziare, senza diritto di intervento o di voto, alle sedute del Consiglio Direttivo.

4. È compito dei Comitato dei Revisori dei Conti redigere la relazione sul bilancio consuntivo da presentare all’Assemblea.

5. È dovere del Comitato dei Revisori dei Conti convocare l’Assemblea nel caso in cui la convocazione sia obbligatoria a norma di legge o di statuto, e si constati l’inerzia del Presidente o del Vice Presidente alla convocazione.

6. Sono prorogati tutti i poteri dei componenti il Comitato dei Revisori dei Conti nel periodo intercorrente fra la data della loro scadenza dalla carica e la data dell’Assemblea competente a deliberare la nomina dei nuovi componenti.

7. È dovere del Presidente convocare la prima riunione del Comitato dei Revisori dei Conti, immediatamente successiva all’Assemblea che ha nominato i suoi nuovi componenti, entro il termine di un mese dalla nomina stessa.


 TITOLO IV

Del Bilancio


Articolo 20

Del Bilancio

1. Il bilancio deve essere redatto annualmente con criteri di competenza economica e presentato all’Assemblea Nazionale per l’approvazione.

2. Al bilancio deve allegarsi la relazione del Presidente del Consiglio Direttivo e del Segretario Nazionale sulle attività svolte dall’Albo, sull’evoluzione culturale ed associativa dello stesso e sulle prospettive future e contenere una descrizione sintetica delle poste maggiormente significative.