IL BILANCIO D’ESERCIZIO COME STRUMENTO DI PROGRAMMAZIONE E DI CONTROLLO DEI REDDITI FUTURI. IL MODELLO DEL REDDITO PRODOTTO RETTIFICATO UTILIZZANDO I REPORTS DELL’ANALISI FINANZIARIA

9 novembre 2015

IMMAGINE DI COPERTINA

1. AMBITO APPLICATIVO

Nella prassi aziendale si assiste ad un diffuso utilizzo di strumenti di analisi finanziaria per migliorare l’informativa di bilancio rivolta ai destinatari interessati.

La finalità della ricerca è il contributo offerto all’informativa del bilancio d’esercizio inteso come strumento di programmazione e controllo della qualità del reddito, nell’ambito del filone dottrinario della prospettiva strategica di dividendo1.

Il modello del reddito prodotto rettificato nell’ottica finanziaria, proposto nella presente ricerca, è dotato di un’elevata utilità applicativa offerta agli standard setter per una migliore comprensione della significatività dei risultati di bilancio, intesi nella logica del reddito prodotto prelevabile senza intaccare la base patrimoniale dell’azienda2

 Il lavoro offre un contributo conoscitivo all’interno del progetto di convergenza in atto per l’armonizzazione dei principi contabili nazionali OIC, con i principi dell’International Financial Reporting Standards (IFRS), ed infine con i principi contabili domestici Italian GAAP, realizzato  di concerto dall’OIC, dal FASB e dallo IASB.

Tali organismi di contabilità sono al lavoro per riconciliare le attuali differenze esistenti tra i diversi principi contabili, con l’obiettivo del miglioramento continuo, e di armonizzazione contabile futura sino al totale livellamento.

Il contributo si suddivide in 4 parti:

  • Nella prima parte, il lavoro si occupa del bilancio d’esercizio come strumento di programmazione e di controllo della qualità del reddito d’esercizio, esaltando l’utilizzo del sistema contabile integrato;
  • Nella seconda parte viene proposto il modello del reddito prodotto rettificato ottenuto con  il reporting degli scostamenti tra il reddito previsto ed il reddito effettivamente realizzato, in tutto o in parte, mediante la tecnica di sostituzione e/o di integrazione, in sede di scritture di assestamento dei valori stimati e congetturati di bilancio, con i rispettivi valori realizzati nell’esercizio successivo entro la data di approvazione del bilancio. Nella nota integrativa o nelle note esplicative, tale modello dovrà poi essere riportato a cura degli amministratori sottoforma di reporting degli scostamenti reddituali nella sezione,”Fatti di rilievo dopo la chiusura dell’esercizio” a titolo di informativa finanziaria integrativa di bilancio.
    La sezione termina con l’analisi dell’impatto del risultato rettificato sulla redditività e sulla liquidità del gruppo;
  • La terza parte esamina il contributo offerto dal Solvency test e dal Liquidity test a preservare la solvibilità finanziaria a breve;
  • La quarta parte si sofferma sul modello del Value Reporting redatto dagli analisi finanziari attestante l’informativa di bilancio sull’eventuale creazione e diffusione del valore a favore degli azionisti.

PRIMA PARTE

2. IL BILANCIO D’ESERCIZIO COME STRUMENTO DI PROGRAMMAZIONE E DI CONTROLLO DELLA QUALITA’ DEL REDDITO

2. 2.1 L’Organizzazione di un Sistema contabile integrato.

Precisiamo in tale sede, che il bilancio d’esercizio è considerato, da un lato come strumento di previsione del reddito d’esercizio e, dall’altro utilizza lo strumento di reporting per anticipare al presente gli scostamenti reddituali rispetto ai valori previsionali stimati di bilancio.

Lo scopo è quello di procedere, da parte dei redattori, ad un’integrazione o ad una sostituzione dei valori probabili di bilancio con i rispettivi valori certi, effettivamente realizzati nel successivo esercizio non oltre la data di approvazione del bilancio.

La finalità è l’ottenimento di una configurazione, totale o parziale, di reddito effettivamente realizzato secondo la definizione della clausola generale del bilancio (art. 2423-bis, c.c.) e del principio contabile OIC N^ 11, in contrapposizione alla configurazione di reddito contabile presunto.

Naturalmente, quanto più la gestione tipica dell’impresa risulta altamente liquida, tanto più gli errori di stima risultano contenuti.

E’ il caso dei gruppi operanti nella G.D.O. che si trovano in posizione di liquidità attiva, il cui ciclo economico-finanziario inizia con le entrate monetarie e si conclude con le uscite.

Viceversa, nelle aziende industriali di trasformazione, in cui il ciclo finanziario risulta spesso negativo e la gestione opera costantemente in posizione di liquidità passiva, le previsioni di bilancio sono maggiormente difficoltose.

Evidentemente, finchè il bilancio possa fungere da strumento di programmazione, il sistema contabile aziendale deve essere organizzato in modo integrato.

Grazie ad un approccio integrato della contabilità generale con le contabilità parziali, di tipo automatizzato, l’unificazione contabile di gestione consente di attuare il processo di rettifica e di generazione del bilancio d’esercizio, unitamente alla reportistica annuale o infraannuale, redatta secondo i principi dell’analisi finanziaria.

Per un corretto reporting è necessario che, la contabilità generale per la rilevazione dei fatti amministrativi successivi, sia collegata con le contabilità parziali (contabilità analitica, budget, reporting), tale da sfociare in un documento di sintesi (Reporting), che possa consentire l’integrazione dell’informativa finanziaria del bilancio d’esercizio, redatto sulla base di principi contabili locali (ITA GAAP), nazionali (principi OIC), ed internazionali (principi IAS, IFRS…).

Il bilancio d’esercizio rappresenta il documento contabile basilare per la gemmazione dei collegati report economico-finanziari.

Il report a sua volta esplicita la presentazione dei dati finanziari e di business riportati nel bilancio d’esercizio, per una migliore informativa a terzi e, per facilitare l’analisi della performance economico-finanziaria agli analisti.

Come si può notare dalla figura 1, dal bilancio d’esercizio viene generata la reportistica necessaria per conseguire tecnicamente la finalità degli utili effettivamente realizzati, di cui il legislatore non ne ha mai regolamentato la modalità da seguire per raggiungere tale finalità.

Il Bilancio IAS/IFRS è uno strumento fondamentale per assumere decisioni economiche da parte degli investitori.

Tale decisione è connessa all’espressione da parte dei mercati finanziari della financial position del gruppo, cioè della sua attitudine a generare attesi flussi di cassa stabili e crescenti e a incrementare il valore di mercato delle azioni secondo le aspettative degli investitors3.

Figura 1: Il sistema di bilancio collegato con le contabilità parziali

Il sistema di bilancio collegato con le contabilità parziali

I report analizzati nel presente lavoro sono i seguenti:

  • Il report della contabilità analitica per l’analisi degli scostamenti del reporting economico a feedback;
  • Il Budget di tesoreria per gli scostamenti finanziari dei componenti di reddito realizzati preservando la solvibilità con il Solvibility test e il Liquidity test;
  • La Pianificazione strategica di Sviluppo aziendale per il Value Reporting di creazione del valore.

PARTE SECONDA

3. IL MODELLO DEL REDDITO RETTIFICATO MEDIANTE I REPORTS DELL’ANALISI FINANZIARIA

3.1. Il Reporting Economico degli scostamenti a feedback

Il principio OIC N^ 11 richiamando l’asimmetria valutativa di cui all’art. 2423-bis, cc., sulla prudenza e sulla competenza economica, ha enunciato un principio dottrinario sulla “qualità del reddito di bilancio”.

 La qualità della grandezza reddituale, si manifesta con il concetto di integrità del capitale definito nella nota 3 successiva.

Secondo il dettato civilistico e del PC 11 OIC, non si possono imputare al bilancio d’esercizio gli utili che non siano  effettivamente realizzati (art. 2423 cc., 1^ co.), mentre è possibile riflettere nel bilancio le perdite sofferte o, soltanto temute anche se si verifichino successivamente alla chiusura dell’esercizio (2^ comma).

Né il legislatore civilistico, né la commissione di statuizione dei principi contabili OIC hanno stabilito i criteri per la determinazione degli utili effettivamente realizzati.

Il modello reddituale proposto tende a colmare tale lacuna legislativa, proponendo ai redattori del bilancio di attuare, da inserire nella nota integrativa e esplicativa, come fatti di rilievo successivi alla chiusura dell’esercizio.

La proposta consiste nell’utilizzo del meccanismo di reporting economico per l’analisi degli scostamenti a retrodatazione o feedback (V. Figura 2 successivo), al fine di conseguire in tutto o in parte, utili effettivamente realizzati prelevabili in condizioni di mantenimento dell’integrità economica del capitale4.

Per quanto concerne poi, la considerazione delle perdite soltanto temute (attese), il modello proposto per contro, tiene conto delle perdite effettivamente sofferte, rilevate ex post in sede di reporting,  che vanno ad integrare o a sostituire i rispettivi accantonamenti stimati a fondi passivi di bilancio per rischi in corso, e per perdite future temute.

Riguardo la problematica della distribuzione ai soci a titolo di dividendo, bisogna distinguere tra il reddito prodotto contabile di natura stimata ed incerta ed il reddito prodotto rettificato di natura effettiva e realizzata.

 Riguardo il primo modello, è necessario che il prelevamento a titolo di dividendi avvenga entro i limiti dell’ammontare del reddito prodotto e del flusso di cassa netto, fermo restando il rapporto tra capitale proprio e capitale di credito, posta la natura del reddito contabile di quantità stimata e non di quantità effettiva di bilancio5.

Per quanto concerne il secondo modello, riportiamo, lo schema del meccanismo della realizzazione del reddito attraverso il processo di reporting a feedback, di cui alla successiva figura 2:

Figura 2: Reporting a feedback del reddito realizzato verso il reddito prodotto di bilancio

Reporting a feedback del reddito realizzato verso il reddito prodotto di bilancio

Come si evince dalla Figura 2, il reporting degli scostamenti attuato nell’esercizio successivo entro la data di approvazione del bilancio (30/06) determina la correzione a bilancio con feedback degli errori di stima comminati dai redattori in sede di previsione dei redditi futuri..

La correzione del reddito, in sede di predisposizione del progetto di bilancio a cura degli amministratori, si attua attraverso il reporting, i cui scostamenti positivi o negativi (Fig. 1 – Reddito realizzato) si intendono ad integrazione o in sostituzione degli accantonamenti stimati e congetturati stanziati secondo competenza economica (Fig. 1 – Reddito prodotto rettificato prelevabile) a titolo di perdite e spese previste per il futuro esercizio.

Tale accertamento vale a stabilire, il grado di attendibilità del reddito prodotto in relazione alle condizioni di conservazione del capitale.

Attraverso il reporting è possibile entrare, infatti, negli aspetti finanziari del reddito secondo il filone del financial capital maintenance.

Il termine capital maintenance è di origine anglosassone sinonimo di conservazione del capitale d’impresa.

Secondo il filone del financial capital maintenance la politica di distribuzione dei dividendi nei gruppi aziendali deve avere luogo preservando la liquidità netta aziendale generata dalla gestione6.

E’ considerato in sostanza, come una verifica ex post del rispetto del criterio della competenza economica, nella redazione del bilancio d’esercizio, attraverso il reporting in cui sono esplicitati analiticamente gli scostamenti relativi.

Ad evidenza, il reporting economico trova la sua genesi nella contabilità analitica a budget collegata con la contabilità generale.

Il Budget economico viene redatto utilizzando i dati della contabilità industriale dei costi, dati necessari per la valorizzazione delle rimanenze di magazzino, degli ammortamenti e del test di impairment.

A tal proposito, nella migliore dottrina aziendalistica è stato affermato che, il reddito d’esercizio resta una grandezza probabile, incerta, anche se si riuscisse ad esprimere per ipotesi i costi e i ricavi da cui esso scaturisce, solo con entrate e uscite monetarie.

Sempre secondo tale filone dottrinario, tale circostanza è molto difficile da verificarsi, ma anche se fosse in concreto realizzabile non sarebbe eliminata l’incertezza insita nei valori patrimoniali stimati (rimanenze di magazzino, crediti) e congetturati (ammortamenti) di fine esercizio qualsiasi fosse stato il criterio adottato per la loro valutazione7.

Un ruolo fondamentale in tale sede è svolto dal Budget di tesoreria per l’analisi di reporting degli scostamenti tra valori stimati ex ante in bilancio ed i medesimi valori realizzati ex post.

Riportiamo di seguito nella tabella 1 riepilogativa un modello del Budget di cassa per la rilevazione degli esiti finanziari di gestione corrente.

I crediti vs. clienti e le rimanenze di magazzino danno luogo ad entrate correnti nell’esercizio di realizzo.

Il fondo spese future ed i debiti commerciali generano, invece, uscite finanziarie di gestione corrente.

3.2. Il Budget di cassa ed il reporting per la verifica finanziaria della rettifica dei valori di bilancio

Lo IAS 10 affronta la problematica relativa a fatti intervenuti dopo la data di riferimento del bilancio ed il relativo trattamento contabile8.

Infatti, la relazione degli amministratori sulla gestione redatta ai sensi dell’art. 2428 c.c., al comma 5, secondo il dettato del principio IAS 10 deve indicare i fatti di rilievo dopo la chiusura del’esercizio, nonché la prevedibile evoluzione della gestione.

La finalità dello IAS 10 è quella di individuare le ipotesi in cui, le società quotate devono rettificare il proprio bilancio a seguito di fatti intervenuti dopo la data di riferimento del bilancio e, le ipotesi nelle quali la rettifica non deve essere operata, ma è richiesta la sola informativa di tali fatti.

I fatti intervenuti dopo la data di riferimento del bilancio sono quelli favorevoli e sfavorevoli, che si verificano tra la data di riferimento del bilancio (31 dicembre) e la data in cui il bilancio è stato autorizzato alla pubblicazione (es. 30 giugno).

Tali fatti sono di due tipologie:

  • Fatti che forniscono evidenze circa le situazioni esistenti alla data di riferimento del bilancio: sono i fatti successivi che comportano la rettifica;
  • Fatti che indicano situazioni sorte dopo la data di riferimento del bilancio: sono i fatti successivi che non comportano la rettifica9.

Pertanto, le variazioni favorevoli e sfavorevoli comportanti la rettifica, tengono conto dell’impatto (rilevante) del fair value sulla situazione economica, finanziaria e  patrimoniale della società, unitamente alla valutazione dei rischi finanziari connessi.

Di conseguenza, il reddito prodotto risultante in bilancio assume una diversa configurazione di reddito rettificato in funzione della dinamica degli accadimenti di gestione successivi alla data di chiusura dell’esercizio.

A questo punto, un’altra problematica che ne scaturisce è se, tale reddito rettificato possa considerarsi prelevabile senza intaccare il patrimonio netto aziendale.

Il tema verrà approfondito in prosieguo.

Si procede quindi, ad esplicitare i fatti di rilievo che si verificano maggiormente nella prassi, comportanti la rettifica, e a valutare i connessi rischi finanziari, unitamente all’analisi dell’impatto sulla situazione reddituale, finanziaria e patrimoniale.

(A) Fatti successivi che causano la Rettifica

Lo IAS 10 precisa che, sono inclusi nel bilancio d’esercizio tutti i fatti che si sono verificati sino alla data di pubblicazione del bilancio, purché attinenti alle operazioni in corso di compimento risultanti al 31/12 (principio della competenza economica)10.

Tali fatti si possono suddividere in due categorie:

  • Rinvio al futuro esercizio di costi e di ricavi;
  • Anticipazione al presente di costi e ricavi futuri.

A.1.) Verifica del rinvio all’esercizio successivo di costi e di ricavi

Con riferimento alla data di approvazione del bilancio da parte dell’assemblea ordinaria, i fatti di rilievo sono i seguenti:

  • Verifica dell’esito finanziario di realizzo delle rimanenze finali di magazzino, attraverso i ricavi di vendita incassati in tutto o in parte nell’esercizio successivo;
  • Verifica della stima di Impairment test delle immobilizzazioni immateriali a vita utile indefinita;
  • Verifica della stima del Fondo rischi su crediti;
  • Verifica della stima degli Strumenti Finanziari al fair value;
  • Verifica della stima del Fondo spese future di manutenzione programmata;
  • Stima dei dividendi da incassare su Partecipazioni.

Pertanto, le variazioni favorevoli e sfavorevoli derivanti da fatti successivi comportanti la rettifica, rappresentano gli scostamenti dei risultati effettivi rispetto ai risultati stimati in bilancio, che possono essere evidenziati nel modello del budget di cassa redatto dal management nel periodo compreso tra la data di chiusura dell’esercizio e la data di approvazione del bilancio, unitamente al modello di reporting.

Riportiamo di seguito il modello di budget di cassa di un gruppo industriale per la verifica dell’esito finanziario dei valori di bilancio stimati.

TABELLA 1:  Modello del Budget di cassa del Gruppo Gamma spa (31/12-30/06)

Modello del Budget di cassa del Gruppo Gamma spa

Commentiamo gli accadimenti di gestione che si sono manifestati finanziariamente nell’esercizio successivo entro 180 giorni dalla chiusura.

A)Verifica dell’esito finanziario di realizzo delle rimanenze finali di magazzino

  • Stima ex ante in bilancio per 1.000 utilizzando il criterio LIFO delle rimanenze;
  • Valore realizzato ex post con ricavi di vendita di 1.650, con scostamento di Reporting pari al realizzo della riserva LIFO di + 650 (1.650-1000).

Per l’attendibilità di tali verifiche, di notevole ausilio è il report di contabilità dei costi, (contabilità analitica o industriale), il Budget economico ed il Budget di tesoreria.

 Quest’ultimo favorisce il reporting di cassa in cui sono esplicitati i flussi finanziari in entrata relativi alla cessione a terzi dei prodotti in rimanenza, ed i flussi residuali di cash flow operativo di gestione tipica-corrente11.

Tali flussi di cassa correnti sono stati riportati in tabella 1 su riportata nella colonna,”Entrate correnti”, che accoglie i flussi dei vari esiti finanziari, positivi e negativi, desunti dai dati della CO.GE dell’azienda, relativi ai valori stimati in bilancio in attesa di realizzazione nel futuro esercizio.

Il budget finanziario deve essere confrontato con il reporting di tesoreria, che rappresenta in pratica, la manifestazione monetaria e finanziaria dei valori stimati di CCN e congetturati delle immobilizzazioni riportati nella bozza di bilancio in sede di scritture di assestamento dei valori.

B)Verifica della stima di Impairment test delle immobilizzazioni immateriali a vita utile indefinita

La terza verifica riguarda l’impairment test del valore di avviamento acquisito in un’operazione di aggregazione aziendale in periodi di crisi finanziaria e reale.

Il valore di avviamento è dato dal maggior prezzo pagato per l’acquisizione di un’altra azienda o di una partecipazione maggioritaria, a titolo di premio per il controllo acquisito (full goodwill – IFRS 3) rispetto alle azioni di minoranza.

In periodi di crisi finanziaria e reale dell’economia, il valore intrinseco di tale avviamento potrebbe deteriorarsi in funzione dell’eccedenza riscontrata nei vari bilanci consolidati di quotate, del valore del patrimonio netto sulla capitalizzazione di borsa della minoranza.

Le cause sono: per la capitalizzazione di borsa il crollo dei prezzi azionari è attribuibile alla volatilità dei mercati finanziari e, spesso, alla presenza di asimmetrie tra le informazioni economico-finanziarie in possesso degli analisti e le informazioni in possesso del management aziendale.

In presenza di una riduzione significativa e protratta della capitalizzazione di borsa della società, lo IAS 36 dispone che debba procedersi ad una stima della perdita di valore durevole del goodwill di controllo, attraverso la stima del test di impairment su base almeno annuale.

É il caso del noto gruppo bancario internazionale UNICREDIT spa che, per il periodo di crisi 2007/2014 ha registrato un’eccedenza crescente del valore di patrimonio netto di bilancio rispetto alla capitalizzazione di borsa.

Tecnicamente, per la stima di impairment è necessario procedere a una sistemazione contabile del goodwill in due modi:

  • Determinazione dei flussi finanziari attesi dell’intera azienda e successiva attribuzione a un nucleo di attività e passività valutate al fair value a cui l’avviamento potrebbe appartenere, denominato Cash Generating Unit (C.G.U.), attualizzati a un tasso di sconto appropriato in funzione della rischiosità dei flussi previsti, di solito pari al costo medio ponderato della struttura finanziaria (Wacc) della CGU identificata;
  • Valutazione autonoma del goodwill che concorre alla combinazione produttiva parziale, applicando la tecnica finanziaria del Capital Budgeting.

Ipotizziamo che, il valore del goodwill sia considerato unitario partecipando ai processi dell’intera azienda, i redattori del bilancio consolidato hanno applicato la tecnica più complessa della stima dei flussi di cassa futuri complessivi.

Alla luce, della perdita durevole della capitalizzazione di borsa della società e, tenendo conto, del parziale valore recuperabile dell’avviamento di controllo iscritto nel bilancio della partecipante a un valore di 2.500, la verifica del deterioramento in atto del goodwill per la presunta svalutazione da impairment è la risultante di un processo di rivisitazione delle congetture e delle assumptions che il management ha deciso di fare nella stesura del business plan sostenibile.

Nelle congetture e nelle ipotesi di base, per la formulazione dei piani finanziari, è molto facile commettere errori di imputazione del valore del goodwill acquisito alla CGU prescelta, non potendo tenere conto delle previsioni dei fatti e degli accadimenti successivi alla chiusura di ciascun esercizio del piano aziendale.

Tuttavia, le assumption da considerare nei piani operativi e finanziari per una corretta stima del valore recuperabile del goodwill allocato, sono le seguenti:
– Sostenibilità dei piani aziendali ultraannuali attraverso una previsione ragionevole e sostenibile dei redditi operativi attesi, considerando un ragionevole tasso di crescita dei fatturati, della dinamica dei margini operativi, e del tasso di crescita del CCN e degli investimenti immobilizzati.
Esempio di schema di:

conto economico di previsione

-Assunzioni di ipotesi sostenibili dei cash flow attesi di gestione corrente, dei flussi di cassa previsti dalla gestione investimenti, e delle fonti finanziarie reperibili a titolo di credito e di capitale proprio per il finanziamento della ripresta dell’attività produttiva.
Esempio di schema di:

rendiconto finanziario di previsione

Inoltre, nella stesura dei piani aziendali di previsione (economici e finanziari) occorre tenere conto necessariamente dei fattori esterni di mercato e interni di gestione aziendale di presunzione di impairment test, quali:

  • Effettiva vita economica media dell’asset (10 anni) diversa dalla vita media contabile (5 anni);
  • Tendenze evolutive del tasso di obsolescenza tecnica degli impianti ed economica dei prodotti (decadimento) presente nel settore;
  • Maggiori costi di rinnovo dei cespiti immobilizzati, presenti e futuri stimati, tenendo conto anche del tasso di inflazione programmata;
  • Grado di rischio operativo del business derivante dall’incertezza della domanda aziendale dei prodotti ottenuti con la struttura tecnologica data;
  • Verifica dei value drivers e della durata del gap tra reddito corrente e redditi normali futuri di ripristino delle condizioni di equilibrio economico compromesso attualmente dal protrarsi della crisi finanziaria.

La stima dell’impairment test dell’avviamento è basata sull’attualizzazione dei flussi di cassa operativi netti di imposta, che valutano il capitale operativo del nucleo della CGU a cui è stato attribuito l’asset, detraendo da esso il valore di mercato del debito finanziario.

WE FORMULA FINANZIARIA

Attraverso la suindicata formula finanziaria e, sulla base delle precedenti assumptions e analisi dei fattori interni ed esterni di presunto impairment test, l’analista attua la verifica della ricuperabilità del costo sostenuto del goodwill ricompreso nel valore della partecipazione acquisita.

Tale verifica si basa sull’attualizzazione dei flussi finanziari attesi desunti dai piani aziendali quinquennali, a un tasso di sconto appropriato pari al costo medio ponderato della struttura finanziaria della CGU (Wacc) inteso al netto della fiscalità differita e al lordo del premio di rischio specifico di CGU.

In tal modo, si ottiene il valore economico del capitale operativo della CGU, da cui, detraendo il valore di mercato del debito finanziario di CGU (D0), si ottiene per differenza il valore economico del capitale proprio. 
La perdita di ricuperabilità del valore del goodwill deriva dai seguenti risultati:
– Valore di avviamento iscritto nel bilancio di CGU    =  2.500

– Flussi di cassa operativi attualizzati netto fiscalità   = (1.500)

= Valore di recupero atteso del goodwill                       = 1.000

Risulta evidente l’impatto negativo sul reddito di bilancio e sul flusso di cassa tipico-corrente è pari alla perdita attesa di 1.500 determinata secondo lo IAS 36.

C)Verifica della stima del Fondo svalutazione crediti

I redattori del bilancio hanno proceduto alla stima del rischio di inesigibilità incombente sul monte crediti vs. la clientela di natura commerciale aventi scadenza entro 12 mesi successivi, secondo il presumibile valore di realizzazione.

Tale criterio di stima presuppone la suddivisione dei crediti secondo il grado di rischio incombente su di essi, per cui abbiamo:

  • Crediti di recupero certo;
  • Crediti di dubbia esigibilità;
  • Crediti inesigibili

Per la stima dei crediti inesigibili in bilancio, la tecnica contabile prevede una duplice pratica: metodo analitico e metodo sintetico.

Il metodo analitico si basa sull’apprezzamento della qualità dei singoli crediti, ossia sulla stima, saldo per saldo, del grado di affidabilità del cliente e, in corrispondenza, dell’importo previsto di recupero del credito o, viceversa, della temuta perdita.

Il metodo sintetico, utilizzato per i crediti sicuri, è una metodologia forfettaria, calcolata avuto riguardo all’andamento degli indici di anzianità dei crediti scaduti rispetto a quelli degli esercizi precedenti, alle performance di settore o generali, o, ancora, al rischio paese per i gruppi internazionali.

Posto che si tratta di crediti inesigibili, i redattori hanno effettuato una stima analitica pari a 1.000 a titolo di accantonamenti al fondo svalutazione crediti secondo prudenza.

In realtà, dai dati desumibili dal budget di tesoreria del 1^ trimestre dell’anno successivo, i redattori hanno riscontrato un incasso effettivo cumulativo dei crediti per 300, anziché 1.000, per cui, vi è stato un effettivo scostamento di -700 tra il valore di bilancio ed il realizzo reale dei crediti.

E’ possibile pertanto, trasformare il reddito prodotto di bilancio, in reddito prodotto effettivo realizzato, sostituendo in conto economico, la perdita su crediti subita di 300 con il corrispondente accantonamento stimato del fondo svalutazione.

Anche il flusso di cassa tipico-corrente si trasformerà da quantità-stimata in quantità-misura o monetaria.

D)Verifica della stima al fair value degli Strumenti finanziari

In sede di bilancio, gli strumenti finanziari acquisiti dagli istituti di credito (I.R.S.) con funzione di copertura del rischio di tasso di interesse relativo ai finanziamenti in corso contratti a tassi variabili, sono stati valutati al fair value di quotazione exit corrente di mercato (IAS 39) alla data di chiusura di bilancio, utilizzando il market value del nozionale dei derivati iscritti a bilancio al costo storico.

La valutazione dell’IRS al fair value è stata sopravvalutata per 5.000 a cura dei redattori, mentre il valore effettivo di realizzazione del market value dell’esercizio successivo per estinguere alla scadenza il derivato, è stato di 3.500, per cui, la società ha registrato una perdita da fair value sui derivati IRS di -1.500 il cui scostamento subito è stato anticipato all’esercizio in chiusura a rettifica del valore iscritto sovrastimato a bilancio.

La sostituzione del fair value (5.000) alla data di chiusura, con il valore di realizzazione nell’esercizio successivo, ove fosse operata (3.500), ha la finalità di evitare un reddito annacquato non prelevabile, ma da accantonare a riserva indivisa del patrimonio netto, trattandosi di utili non effettivamente realizzati nell’esercizio.

E)Verifica della stima del Fondo spese future di manutenzione programmata

In sede di bilancio, si è proceduto ad operare accantonamenti al fondo manutenzione ciclica programmata, pari a 300 per competenza economica, in previsione dei costi da sostenere in futuro relativi alla manutenzione ciclica degli impianti operatori programmata annualmente per 5 esercizi consecutivi.

Tuttavia, i redattori hanno commesso un errore di stima, in quanto non hanno tenuto conto del maggior costo di revisione annuale previsto dal contratto, per cui, il costo effettivo sostenuto nell’esercizio successivo è stato di 800, registrando uno scostamento di -500, con conseguente impatto sul reddito prodotto e sul collegato cash flow operativo.

Infine, i redattori hanno proceduto alla verifica dei componenti di competenza dell’esercizio ma di futura manifestazione finanziaria.

A.2.) Anticipazione al presente di costi e ricavi futuri:

F) Stima dei dividendi su Partecipazioni

Riguarda, nel caso di specie, la stima dei dividendi da percepire entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio, deliberati dalle controllate in funzione del risultato economico conseguito e del valore del patrimonio netto di bilancio.

La stima operata è di 800, tenendo conto del criterio di valutazione in base al  metodo del patrimonio netto adottato dalla controllata per l’iscrizione in bilancio del valore delle partecipazioni.

Tuttavia, dall’analisi di bilancio delle società controllate è emerso una delibera di distribuzione di minori dividendi rispetto a quelli previsti, pari a 500, con uno scostamento negativo di -300, impattando il reddito prodotto ed il correlato flusso di cassa tipico.

Successivamente verranno esaminati gli impatti del principio della realizzazione sui risultati di bilancio: reddito prodotto e cash flow contabile.

TABELLA 2: Modello di reporting degli scostamenti di rettifica a Budget

Modello di reporting degli scostamenti di rettifica a Budget

Nella Tabella 2 suindicata, viene evidenziata l’analisi degli scostamenti di reporting, tra reddito prodotto di bilancio ex ante e, reddito effettivamente realizzato ex post (-/+∆).

Viene riportato di seguito il riepilogo in forma scalare del reporting:

U.N. prodotto di bilancio (ex ante)      10.000

+/- ∆ Rinvio Costi/Ricavi al futuro

Rimanenze magazzino                           +650

Risconti attivi su fitti passivi                 +100

Perdite da Impairment test                  -1.500

Perdite su crediti inesigibili                     -700

Strumenti finanziari a fair value          -1.500

F.do spese future                                      -500

+/- ∆ Anticipazione Costi/Ricavi futuri

Dividendi su Partecipazioni                    -300

Somma algebrica scostamenti           –  3.750

= U.N. prodotto rettificato ex post     + 6.250

La finalità dell’esempio è, come già detto, l’accertamento del rispetto della competenza economica delle operazioni in corso all’epoca del bilancio, ai fini di stabilire il grado di attendibilità del reddito prodotto e, quindi, del grado di distribuibilità in condizioni di conservazione del capitale.

In base ai dati di bilancio ipotizzati, si ha che, il reddito prodotto pari a 10.000 non è prelevabile nell’esercizio, poiché i redattori devono tenere conto della rettifica da operare in funzione degli scostamenti favorevoli/sfavorevoli successivi.

Tenendo conto delle rettifiche operate, in funzione degli scostamenti tra gli esiti finanziari di realizzo ed i valori stimati, il reddito prodotto prelevabile risulta minore pari a 6.250, rispetto al reddito di bilancio non prelevabile (10.000), per cui la differenza pari a – 3.750 rappresenta la rettifica di reporting di utile netto non distribuibile, che dovrà essere accantonata ad una riserva di utili indivisi sino al completamento del recupero effettivo dei valori stimati di bilancio12, come da evidenze riportate in Tabella 3:

Reporting dell’utile rettificato distribuibile

Di conseguenza, l’importo di 6.250 rappresenta il reddito prodotto rettificato di bilancio prelevabile in condizioni di conservazione dell’integrità del capitale.

4. ANALISI DELL’IMPATTO SU LA SITUAZIONE FINANZIARIA A BREVE DINAMICA

Senza soffermare l’attenzione sugli effetti del reddito prodotto rettificato, per quanto concerne gli indici di bilancio statici, che analizzano le situazioni aziendali in un dato istante a prescindere dal movimento, focalizziamo la nostra attenzione sull’impatto che può aversi sulla liquidità e sulla solvibilità aziendale dinamica.

Riportiamo sia il prospetto 1 di rendiconto finanziario rilevato in sede di bilancio ex ante, che il prospetto 2 rilevato in sede di verifica ex post.

In sede di bilancio ex ante, il rendiconto finanziario esprime il flusso di cassa di gestione tipica-corrente inteso come quantità-misura, di natura prettamente contabile poiché derivante da valori di bilancio stimati13.

Prospetto 1: Rendiconto Finanziario ex ante dei flussi di cassa contabili

Rendiconto Finanziario ex ante dei flussi di cassa contabili

Il Prospetto 1  rappresenta il rendiconto finanziario secondo l’ottica contabile, costruito cioè sui dati di bilancio ex ante, stimate al fair value.

I flussi monetari e finanziari ivi rappresentati, hanno natura di quantità misura, ma non rappresentano veri e propri flussi generati effettivamente dalla gestione.

Per contro, il Prospetto 2 di rendiconto finanziario, evidenzia l’impatto delle rettifiche di reporting sul cash flow reddituale, e sul cash flow tipico-corrente, in modo tale che quest’ultima possa rappresentare effettivi flussi di cassa generati dalla gestione, per effetto del reporting delle variazioni riflesse nel bilancio dell’esercizio in chiusura14.

Prospetto 2: Il Rendiconto finanziario ex post dei flussi di cassa gestionali rettificati

Il Rendiconto finanziario ex post dei flussi di cassa gestionali rettificati

L’informazione contabile di valore derivante dal bilancio IAS, e basata sulla teoria nord-americana del C.C.E., fa sì che il cash flow reddituale tipico contabile assuma una configurazione monetaria reale, più aderente alla gestione monetaria e finanziaria dell’impresa.

Le rettifiche sono necessarie da riflettere nel bilancio d’esercizio, dal momento che, il cash flow economico è la risultante dei componenti di reddito stimati e congetturati nel rispetto del principio della competenza economica.

4.1. L’ Impatto del reporting sul cash flow tipico-contabile

Il cash flow di gestione reddituale di natura contabile si trasforma in una grandezza puramente monetaria, attraverso la variazione patrimoniale effettiva di CCN (pari a – 450 – Prospetto 2), per cui il passaggio dal flusso di gestione reddituale al flusso di cassa tipico – corrente è stato effettivo e non solo contabile.

Di conseguenza, il cash flow di gestione tipica-corrente è stato rettificato per tenere conto degli scostamenti di CCN di natura finanziaria, e non delle variazioni patrimoniali di bilancio stimate al fair value.

Ad esempio, per i crediti commerciali la variazione riguarda i crediti al netto della perdita effettiva (1.000-300) verificatasi successivamente al bilancio.

Per le rimanenze non si è tenuto conto della variazione patrimoniale contabile (1.000) ma del valore realizzato effettivamente nell’esercizio successivo (1.600).

Il cash flow tipico-corrente reale si è modificato in diminuzione da 21.250, della configurazione di cash flow tipico-corrente solo contabile sopravvalutato (Prospetto 1), a 11.750 di cash flow tipico-corrente effettivo (Prospetto 2).

4.2. Considerazioni conclusive

I principi contabili internazionali consentono alle imprese di operare prelevamenti di reddito a favore dei soci per dividendi, con la rilevazione di un reddito potenziale inclusivo di componenti positive realizzabili solo in futuro (Comphrensive income).

La differenza tra i principi contabili OIC e i principi internazionali IAS/IFRS e locali ITA GAAP sta nella natura del reddito di bilancio e del flusso di cassa tipico-corrente.

Il reddito prodotto secondo i principi contabili OIC e ITA GAAP, e IAS/IFRS è di natura stimata, se i valori di bilancio stimati non vengono sostituiti o integrati con quelli realizzati ex post in base al principio di cassa.

Riguardo al flusso di cassa tipico di gestione corrente, secondo i principi OIC e IAS/IFRS è possibile ottenere una quantità solo stimata che misura solo contabilmente la liquidità aziendale (Prospetto 1).

Secondo il modello proposto del reddito prodotto rettificato, invece, il flusso di gestione tipica diventa una quantità monetaria in grado di esprimere l’effettiva liquidità prodotta dalla gestione caratteristica (Prospetto 2).

PARTE TERZA

5. IL SOLVENCY TEST ED IL LIQUIDITY TEST. Preservare la solvibilità aziendale in ottica prospettica

I principi contabili domestici GAAP basano la redazione del bilancio d’esercizio sulla sostenibilità della situazione finanziaria del gruppo o della società, in specie ai fini dell’accertamento della politica di distribuzione dei dividendi agli azionisti con riferimento al modello della realizzazione del reddito nord-americano.

Pertanto, secondo i principi GAAP, la distribuibilità dei dividendi agli azionisti sulla base del bilancio consolidato o individuale, nonché degli acconti dividendo sulla base dei bilanci intermedi trimestrali, è subordinata alla liquidità del gruppo da preservare nell’ambito della situazione finanziaria dinamica.

Tali principi, al fine di monitorare la liquidità, fanno riferimento agli strumenti di Solvency test e di Liquidity test.

Il Solvency test si avvale di situazioni patrimoniali, economiche e finanziarie infra annuali di previsione dell’andamento gestionale, piuttosto che, del bilancio d’esercizio.

Il Liquidity test, si avvale, per accertare la capacità di solvibilità a breve del gruppo, dello strumento di rendiconto finanziario di previsione infraannuale.

Il riferimento è alla situazione finanziaria dinamica infraannuale con cadenza semestrale, o trimestrale o con maggior dettaglio di recondazione mensile, desumibile da una serie di rendiconti finanziari di previsione dei flussi di cassa capienti.

Riportiamo in Tabella 3, un caso di rendiconto finanziario di previsione semestrale, per la verifica della distribuibilità nel 1^ trimestre dei dividendi deliberati e, nel 2^ trimestre per l’accertamento della distribuibilità di acconti-dividendo sulla base del bilancio consolidato trimestrale.

Prospetto 3: Il Rendiconto finanziario di previsione dei flussi di cassa gestionali

Il Rendiconto finanziario di previsione dei flussi di cassa gestionali

Nel Prospetto 3 è stata riportata la dinamica finanziaria del gruppo relativo al 1^ semestre del 2011, con verifica di reporting rispetto al bilancio chiuso nell’esercizio 2010.

Si nota che, il 1^ trimestre prevede la distribuzione dei dividendi deliberati sul reddito dell’esercizio precedente, mentre, il 2^ trimestre prevede la corresponsione di acconti-dividendo infraannuale.

Tuttavia, nei mesi di gennaio e febbraio, secondo il principio del Liquidity test non sarebbe possibile distribuire dividendi agli azionisti poiché il flusso di cassa disponibile (free cash flow) risulterebbe negativo, anche se vi è capienza dei dividendi entro i limiti dell’utile netto prelevabile (utile prodotto rettificato).

Mancano i flussi di cassa disponibili per la remunerazione del capitale proprio agli aventi diritto.

Nel successivo trimestre, la situazione finanziaria è migliorata con flussi di cassa capienti per l’assegnazione di acconti-dividendo.

L’eventuale distribuzione in presenza di flussi finanziari negativi, potrebbe causare, nel medio e lungo termine, un depauperamento patrimoniale del gruppo ed un drenaggio della liquidità corrente con un conseguente blocco dell’attività produttiva per carenza di autofinanziamento.

Di conseguenza, il gruppo sarebbe costretta ad indebitarsi a breve per la copertura del fabbisogno finanziario corrente.

Il gruppo può ritenersi solido dal punto di vista finanziario poiché la distribuzione non intacca il patrimonio netto.

5.1. Conclusioni

A ben vedere, la posizione finanziaria netta del gruppo risulta positivo per tutto il 1^ semestre, e per il bimestre gennaio-febbraio tale situazione finanziaria oltre ad essere positiva risulta anche capiente tale da favorirne la distribuzione senza accrescere il livello di indebitamento.

Questo dimostra come, le aziende o i gruppi dotati di un’elevata solidità finanziaria e patrimoniale, avendo accumulato in bilancio ingenti riserve di liquidità corrente, riescono a restare equilibrate finanziariamente in periodi di crisi, anche se la distribuzione dei dividendi avvenga in assenza di flussi di cassa positivi.

Si tratta di aziende liquide altamente redditizie che, in periodi di carenza dell’autofinanziamento monetario netto, riescono a remunerare i mezzi propri attingendo dalle riserve di liquidità disponibili (posizione finanziaria netta creditoria).

A tal proposito, la base empirica di riferimento è il gruppo TOD’S spa che presentava nei bilanci consolidati una posizione finanziaria di liquidità netta molto elevata negli esercizi di crisi finanziaria dal 2008 al 2011.

La liquidità del gruppo è da considerarsi in controtendenza rispetto alla media del settore, nella fase di crisi finanziaria internazionale che, ha colpito la totalità dei settori manifatturieri.

PARTE QUARTA

6. DIFFUSIONE DEL VALORE CREATO A FAVORE DEGLI AZIONISTI

6.1. Possibili collegamenti tra gli andamentali di borsa ed i fondamentali della società quotata

La finalità della verifica di reporting in seno al modello del reddito realizzato esaminato è quella di una possibile soddisfazione delle aspettative di dividendo degli shareholders15, attraverso un’informativa di bilancio intellegibile,  che offra un possibile collegamento tra gli andamentali di borsa ed i fondamentali della società quotata.

 Ci domandiamo se, il processo di reporting degli scostamenti, attraverso un impatto reddituale e finanziario rilevanti, possa creare nuovo valore in termini di market value legato ai prezzi di borsa e se, tale maggior valore creato possa essere trasmesso al mercato attraverso i prezzi azionari della società quotata.

La configurazione di reddito di bilancio effettivamente realizzato in tutto o in parte, dovrebbe consentire all’analista, di stabilire in che misura, i fondamentali della società possano influenzare i prezzi borsistici, tenendo conto degli attriti di mercato, o meglio delle asimmetrie informative tra le informazioni in possesso del management della società e quelle che sono disponibili agli operatori di mercato.

Gli strumenti utilizzati per tale finalità conoscitiva sono rappresentati dai report finanziari o value reporting redatti dagli analisti finanziari in qualità di operatori delle società quotate, con valenza informativa nei confronti dei mercati finanziari.

Il value reporting tende ad incentivare le società quotate a fornire ai mercati finanziari, un’informativa positiva di lungo termine sull’andamento attuale e prospettico della situazione economica e finanziaria e, di altre variabili finanziarie, utilizzando i bilanci intermedi.

Tale informativa integrativa sarà sicuramente utile agli azionisti investitori nel capitale di rischio ed agli analisti dei mercati finanziari.

Ci chiediamo se, i prezzi di borsa riflettono i fondamentali delle aziende quotate.

A tal proposito, ci sono alcune evidenze empiriche di tipo statistico condotte sul settore bancario secondo i postulati della Efficiency Market Theory16.

La teoria detta le condizioni per l’esistenza di una possibile correlazione econometria tra gli indici di borsa (P/BV, P/Book value, P/E, ….) ed i fondamentali delle società quotate: ROE, leva finanziaria, dimensione aziendale, produttività, grado di rischio sistematico (Beta assets) ecc.

La prima condizione è l’esistenza di mercati finanziari perfetti, privi cioè di asimmetrie informative tra analisti e management, e privi di costi di transazione.

Se l’efficienza di un mercato è perfetta, la correlazione tra i prezzi borsistici ed i fondamentali della società risulta massima.

Di conseguenza, anche il valore di mercato della società quotata risulta maggiore del capitale economico, in quanto espresso dalla capitalizzazione borsistica17.

In assenza di asimmetrie informative e di costi di transazione, l’azionista investitore nel capitale di rischio manifesta la propensione ad accrescere l’investimento nel capitale azionario della società, provocando una lievitazione dei prezzi di borsa, a parità di offerta azionaria, con conseguente incremento del valore della capitalizzazione borsistica.

7. Il Modello del Value reporting per la diffusione di nuovo valore creato a favore degli Shareholders. Un caso di studio

Riportiamo un modello di report finanziario di previsione 2011-2014, redatto da analisti finanziari, di un noto gruppo manifatturiero leader di settore, in cui sono riportati i dati previsionali sulle aspettative degli investitori, in cui, viene evidenziato il modello del reddito prodotto rettificato come creazione e diffusione di nuovo valore per gli azionisti.

Per motivi di riservatezza, di privacy, e didattici, vengono riportati i dati modificati della società emittente:

GRUPPO Beta spa

-Settore: manifatturiero (industriale)

-Codice Reuters ………

– quotata alla Borsa italiana 2011201220132014

Capitalizzazione di borsa

N. azioni ordinarie
Prezzo unitario
N. azioni privilegiate
Prezzo unitario
= Capitalizzazione attesa

Gli analisti hanno estrapolato i dati storici sulla capitalizzazione di borsa della società, proiettandoli negli esercizi futuri per il periodo di previsione.

I prezzi di borsa delle azioni ordinarie e, di quelle privilegiate in circolazione, sono stati rettificati tenendo conto della prevedibile evoluzione del tasso di svalutazione monetaria attesa.

Indici di Borsa        2011201220132014

EPS rettificato 
P/E
P/BV
Dividendi Yeld (% ord,)
Dividendi Yeld (% priv.)
EV/Sales
EV/EBITDA rettificato
EV/EBIT rettificato
EV/CE
DF/EBITDA rettificato
DF/EBIT rettificato

Per quanto concerne, l’informativa sugli indici borsistici, gli analisti hanno verificato attraverso l’analisi econometrica, l’esistenza di un possibile collegamento tra i prezzi di borsa ed i fondamentali dell’azienda, tenendo conto del grado di attrito presente nei mercati finanziari sottoforma di asimmetrie informative tra i dati in possesso del management della società e i dati degli analisti finanziari.

L’analisi è finalizzata ad accertare il grado di influenza % dei fondamentali sui prezzi borsistici, rispetto alla % degli attriti di mercato.

Conto Economico   2011201220132014

Ricavi vendite         Δ%       Δ%     Δ%     Δ%
EBITDA rettificato
EBIT rettificato
Risultato ante imposte
Utile netto di gruppo rettificato
Utile netto minoranze rettificato

Stato Patrimoniale 2011201220132014
CIN
PFN ( credito/Debito)
PN gruppo
PN minoranze

Flussi di Cassa gestionale
2011201220132014
Utile netto di pertinenza gruppo
+ Perdite da Impairment test
+ Perdita netta su crediti eccedente
+/- Δ Working capital effettivo
= FCGO rettificato
– Investimenti
+/- Finanziamenti
= FREE CASH FLOW rettificato
– Dividendi distribuiti (payout)
– Oneri finanziari netti
– Δ PN
= FLUSSO DI CASSA NETTO rettificato

Redditività  2011201220132014
Margine EBDITA rettificato(%)
Margine EBIT rettificato(%)
Margine netto rettificato (%)
ROE (%)

Sviluppo  2011201220132014          
Ricavi %
EBITDA rettificato %
EBIT rettificato %
R.A.I. %
Un gruppo %
Un minoranze %
Debt/Equity %

7.1. Considerazioni conclusive

Il value reporting redatto dagli analisti, di previsione, a favore degli azionisti investitori nel capitale di rischio è uno strumento contabile di natura gestionale, proposto dai principi internazionali domestici GAAP.

La finalità è l’integrazione dell’informativa finanziaria di bilancio mediante i dati previsionali ed il report finanziario, sulla performance complessiva della società.

Tale documento tende a soddisfare le aspettative degli investitori, e a suscitare i mercati, in special modo i prezzi azionari con riflessi, positivi o negativi, sul market value dell’emittente.

In pratica è un report finanziario che tiene conto dei dati storici di bilancio estrapolati e proiettati nei futuri esercizi attraverso tecniche desumibili dalla statistica econometrica.

L’ulteriore finalità conoscitiva è quella di verificare in modo probabilistico, la relazione esistente tra gli andamenti borsistici ed i fondamentali della società, per offrire agli investitori l’informativa sul ruolo di influenza svolto dai risultati fondamentali economici (ROE, EBITDA, EBIT) e finanziari (FCGO, FCN, FREE CASH  FLOW) sui prezzi azionari quotati.

ARTICOLO CONTENUTO IN “SFC – Rivista di Strategia Finanza e Controllo”  N° 6 –

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  1. 1. Sul concetto di qualità del reddito,  vi è una vasta letteratura nazionale ed estera. Nella dottrina nazionale,si veda F. SUPERTI FURGA,”Il bilancio d’esercizio italiano secondo la normativa europea”, IV edizione, Giuffrè, Mi, 2004; G. ZANDA,”Il bilancio delle società. Lineamenti teorici e modelli di redazione”, Giappichelli, To, 2007. Secondo tali autori, la qualità dei risultati aziendali rileva nei modelli di bilancio, nella prospettiva strategica, come risultati programmati e redditi a consuntivo. Inoltre,  il Framework dello IASB considera la qualità dei risultati aziendali con riferimento all’utilità dell’informativa di bilancio attraverso la volatilità del criterio del fair value.. Sul collegamento tra controllo dell’impresa, decisioni strategiche e risultati economici programmati posti a confronto con i risultati consuntivi, si veda, V. CODA,”L’orientamento strategico dell’impresa” Utet, To, 1995. Nella dottrina estera, si veda, COLLINS-MONTGOMERY,”Competing on Resources: Strategy in the 1990s”, in Havard Business Review, 07/08-1995; DRUCKER P.F.,”Il management, l’individuo, la società”, trad. it., F. Angeli, Mi, 2005.
  2. 2. Lo scritto non si occupa del controllo di gestione attraverso la programmazione d’esercizio ed il reporting dei risultati. La finalità del lavoro è quella di offrire gli strumenti idonei, previsti dall’analisi finanziaria, atti a trasformare il reddito di bilancio solo pensato, in reddito effettivamente prelevabile a favore degli aventi diritto.
  3. 3. AA.VV. ( a cura di A. PALMA), “Il bilancio d’esercizio. Aspetti istituzionali e profili evolutivi nell’attuale assetto normativo italiano”, Giuffrè, Mi, 2008, pag. 59, commento dell’autore in Nota 11.
  4. 4.  secondo la dottrina aziendalistica italiana, il concetto di integrità del capitale presenta diverse sfaccettature e ad ognuna di esse è associato  un filone dottrinario. Riguardo al modello di integrità economica del capitale secondo la logica della corretta determinazione del reddito prodotto, la dottrina più accreditata è la seguente: P. CAPALDO,”Reddito, capitale e bilancio d’esercizio”, Giuffrè, Mi, 2012, pagg. 100 e segg.; E. ARDEMANI,”Studi e ricerche di ragioneria”, Giuffrè, Mi, 1986, pag. 56 e segg.; G. CERIANI,”L’integrità economica del capitale in condizioni monetarie perturbate”, in Studi in onore di U. DE DOMINICIS, Trieste, 1991; G. FERRERO,”La valutazione economica del capitale”,Giuffrè, 1966; G. FERRERO,”Le valutazioni del capitale di bilancio”, Giuffrè, Mi, 1995; secondo il modello teorico dell’integrità nominale del capitale citiamo, L. AZZINI,”Flussi di valore, reddito e conservazione del capitale nelle imprese”, Giuffrè, Mi, 1976, pag. 43; M. ALLEGRINI,”Concetto di reddito e conseguenti logiche di valutazione”, Giuffrè, 1998, pag. 56-71; P. ANDREI,”Valori storici e valori correnti nel bilancio d’esercizio”, Giuffrè, Mi, 2004, pag. 25. Riguardo, inoltre, il modello teorico dell’invarianza del capitale, citiamo, A. AMADUZZI,”Economia degli impianti nelle imprese industriali”, Bozzi, Genova, 1957, pag. 161; G. FERRERO, “Bilancio e contabilità per l’inflazione”, Giuffrè, Mi, 1970, pag. 130; A. TESSITORE,”Il bilancio d’esercizio in periodi di inflazione durevole” in AA.VV. (a cura di E. Ardemani), “L’impresa, Economia, Controllo e Bilancio”, Vol. III^, “Il Bilancio d’esercizio”, Giuffrè, 1991; A. TESSITORE,”Redditività dell’impresa in periodi di inflazione monetaria”, Cedam, 1979; Nella letteratura internazionale nord-americana, si cita il contributo di, E.O. EDWARDS – P.W. BELL,”The Theory and Measurement of business income”, University of California Press, Berkely and Los Angeles, 1961, pag. 75. Infine, sul modello teorico dell’integrità monetaria del capitale, citiamo, A. PROVASOLI,”Adeguamento monetario e valori correnti nelle determinazioni di bilancio”, in Riv. Dottori commercialisti, n. 7-8, 1975, pag. 665-666; G. MAZZA,”Problemi di assiologia aziendale”, Giuffrè, Mi, 1980. Secondo i principi contabili internazionali il Framework dello IASB, il concetto di integrità del capitale, chiamato capital maintenance è duplice: integrità del capitale fisico, e integrità del capitale finanziario. Il primo identifica la conservazione del capitale investito in termini prettamente di capacità produttiva dell’impresa espresso dalla produttività giornaliera; il secondo esprime la conservazione del capitale in termini monetari o di potere di acquisto della moneta di conto. Nella letteratura estera nord-americana, sul concetto si veda R.N. ANTHONY, in AA.VV. (a cura di), trad. it.,”Il Bilanci. Analisi economiche per le decisioni e la comunicazione della performance”, MC Graw-Hill, 12^ ed., 2007, pagg. 20 e segg.
  5. 5. Sul concetto di quantità misura, o quantità monetaria, o di quantità stimata del reddito e, quindi del collegato flusso di cassa, si veda, P. CAPALDO,”Reddito, capitale e bilancio d’esercizio”, op. citata. Secondo l’autore, il reddito d’esercizio ed il flusso di cassa tipico-corrente sono quantità stimate se nella determinazione del reddito di bilancio concorrono le costruzioni in economia. Questo perché si tratta di quantità contabilizzate a bilancio a valori stimati e congetturati anche se basati sui dati della contabilità analitica.
  6. 6. Sul concetto di liquidità aziendale attraverso la configurazione del Free cash flow, si veda nella letteratura nord americana, il contributo di A. RAPPAPORT,”Creating Shareholders value”, the free press, 1986, N.Y. (trad. ital. AA.VV.,”La strategia del valore”, F. Angeli, 1989.
  7. 7. Si compulsi, il notevole contributo di, M. CATTANEO – P. MANZONETTO,”Il Bilancio d’esercizio. Profili teorici e istituzionali negli anni ‘90”, EtasLibri, Mi, pag. 91.
  8. 8. Si veda la Guida operativa n. 3 dell’OIC,”Aspetti applicativi dei principi IAS/IFRS”, n. 06/2008, pagg. 36 e segg.
  9. 9. I fatti successivi che non comportano la rettifica sono di natura straordinaria non collegati ai valori di bilancio, come ad es. un’operazione di business combination avulso dal criterio di continuità aziendale.
  10. 10. Lo IAS 10 prevede che, un’impresa debba redigere il proprio bilancio rispettando il principio della continuità aziendale se appropriata al caso di specie, in base a criteri propri di un’impresa in funzionamento.
  11. 11. La migliore dottrina aziendalistica sulla nozione di Cash flow (utile netto+ammortamenti)  è la seguente: G. BRUGGER,”La gestione aziendale nell’ottica finanziaria”, in Riv. Finanza, Marketing, Produzione, 2/1983; L. STOCCHETTI,”Valutazioni ed analisi di bilancio”, Person, 2013, pag. 10 e segg. Secondo tale filone, nell’analisi esterna di bilancio l’omogeneità dei valori è ottenuta sia attraverso la riclassificazione del bilancio, che mediante il mutamento extra contabile dei criteri di valutazione di talune classi di bilancio stimate, per rendere omogenei i valori contabili di per sé poco significativi con gli stessi realizzati ex post a maggior contenuto reale. Nella letteratura nord-americana è stato ideato il filone del free cash flow quale parametro di creazione di valore a favore degli azionisti. L’autore della teoria è A. RAPPAPORT,”Creating Shareholders value”, the free press, 1986, N.Y. (trad. ital. AA.VV.,”La strategia del valore”, F. Angeli, 1989).  Sulla natura di grandezza reale del cash flow determinata col metodo diretto, si veda M. CATTANEO,”Il capitale circolante netto”, Utet, 1988, pag. 88; sulla natura di quantità-misura o stimata del cash flow determinata col metodo indiretto, si veda AA.VV.,”Scritti sparsi di Pellegrino Capaldo”, Giuffrè, Mi, 1995, pagg. 55-56, in special modo quando, alla formazione del reddito d’esercizio concorrono le Costruzioni di impianti in economia il cui costo imputabile all’esercizio di competenza è stimato e congetturato, anche se il calcolo basato sul concreto utilizzo della contabilità analitica.
  12. 12. Il D.lgs.vo n. 38/2005 di recepimento dei principi contabili internazionali IAS/IFRS ha disposto all’art. 6 il divieto di distribuire utili netti d’esercizio derivanti da plusvalenze iscritte in conto economico per effetto dell’applicazione del fair value, imponendo l’obbligo di accantonare tali plusvalenze non realizzate in una riserva indisponibile.
  13. 13. Sul concetto di quantità-misura del flusso di cassa, si veda la bibliografia riportata nella precedente nota 7.
  14. 14. Il principio IAS 10 è stato ispirato alla teoria nord-americana del C.C.E. (Current Cash Equivalent) ideata dal Prof.  R.I. CHAMBERS,”Accounting evaluation and economic behavior”, Englewood Cliffs, New Jersei, 1966. La teoria è stata criticata da P. ONIDA in,”I moderni sviluppi della teoria contabile nord-americana e gli studi di economia aziendale”, Mi, Giuffrè, 1970.
  15. 15. Secondo il Framework dello IASB par. 10, un bilancio che soddisfi le esigenze informative degli investitori nel capitale di rischio soddisferà anche la maggior parte delle esigenze di altri utilizzatori del bilancio. Gli investitori necessitano, pertanto, di un’informativa contabile che consenta di valutare la convenienza dell’investimento del capitale-risparmio nelle azioni di una società o gruppo, considerando inoltre, il costo opportunità delle alternative di investimento.
  16. 16. cfr. G. ORICCHIO,”Mercati finanziari e valenza informativa del bilancio d’esercizio. Un’analisi fenomenologica”, Giappichelli, To, 2010, pag. 187.
  17. 17. La Capitalizzazione di borsa è dato dal prodotto tra il prezzo azionario per il  n. di azioni in circolazione. Il prezzo di borsa è desunto dai listini alla chiusura della borsa. Il valore della capitalizzazione è una sorta di valore di mercato del capitale azionario di una società da sottoporre a verifica di congruità col metodo finanziario.